Si compiono 18 anni dall'attentato alla Associazione Mutuale Israeliana Argentina
I parenti delle vittime dell'attacco terroristico hanno manifestato il loro scontento per la mancanza di giustizia.
Il Vicepresidente dell'ente, José Scaliter, ha affermato che non vi sono stati progressi nell'investigazione per l'attacco terroristico che ha provocato la morte di 85 persone e di cui si compie oggi mercoledì, il diciottesimo anniversario.
I dirigenti della collettività ebrea argentina insieme ai parenti delle vittime hanno collocato la pietra miliare per il monumento commemorativo che ricorderà i deceduti quel 18 luglio 1994.
I discorsi tenuti nella cerimonia hanno concordato nel rilevare il bisogno di "alimentare la memoria e cercare la giustizia" e hanno precisato che la realizzazione di un monumento servirà quale "lascito" per le future generazioni.
Lo stesso Scaliter ha precisato che non vi sono stati progressi nella causa che investiga l'attentato: " siamo allo stesso punto in cui si era lo scorso anno".
Ha definito "cordiale" la riunione tenuta ieri dai rappresentanti della comunità ebrea con la Presidente Cristina Fernández in Kirchner.
Il titolare delle Associazioni Israeliane Argentine (Daia), Aldo Donzis, ha affermato "erigere un monumento è lasciare un testimonio per le future genrazioni circa l'orrore vissuto quel giorno ed ha insistito nel rilevare il bisogno di reclamare "dinnanzi all'impunità" del delitto.
Sofía Guterman, madre di una delle vittime dell'attentato, ha asserito che da quella giornata di luglio, i parenti sono "mutilati, distrutti dal dolore" e che sono stati costretti "a smettere di utilizzare parole quali "allegria" e "futuro", per usare invece "memoria" e "giustizia".
Durante la cerimonia tenutasi nella piazza Rubén Darío nel quartiere Nord della città di Buenos Aires, i parenti hanno collocato quale pietra miliare un'urna di metallo che contiene un elenco con i nomi delle vittime dell'attentato piú crudele della storia argentina.

